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Con il termine Toy Music s'intende un filone trasversale ai generi musicali che utilizza giocattoli come strumenti, rendendoli determinanti o addirittura esclusivi nell'ambito compositivo ed esecutivo.
In modo anch'esso appropriato si parla spesso di Toy Music in riferimento a singole opere senza dover necessariamente e definitivamente includere nel genere i compositori o i musicisti che le hanno realizzate.

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Caratteristiche Modifica

Gli strumenti musicali giocattolo si differenziano da quelli tradizionali o di tipo professionale per la diversa originaria destinazione d'uso:
- scopo ludico rivolto a fasce d'età prescolari e scolari;
- scopo didattico, spesso utilizzati come primo approccio alla pratica musicale.

Il fine della Toy Music è quello d'avvalersi delle limitazioni sonore, timbriche e progettistiche imposte dagli strumenti musicali giocattolo in modo da sperimentare modalità compositive alternative o da evocare effetti psicoacustici regressivi legati al mondo dell'infanzia e alle esperienze ludiche e oniriche: come ad esempio nel caso di suoni simili a quelli prodotti dai carillon. A questo scopo la Toy Music si dota spesso di una trama melodica volutamente “ingenua” e ripetitiva che l'avvicina ad alcune esperienze della Musica minimalista.

Tra gli strumenti più diffusi nella Toy Music troviamo: pianoforte giocattolo (a barre di metallo), organetto (pianola), tastierina elettrica, xilofono (metallofono), diamonica, chitarra (ukulele), giocattoli sonori in genere e console di gioco.

Storia Modifica

Uno dei casi più famosi d'adozione di strumenti giocattolo è quello legato al compositore americano John Cage con le sue Suite for Toy Piano (1948) che ancora oggi ispira l'ala più sperimentale del filone musicale.

Ancora come ispiratori occulti, anche se non esplicitamente legati all'utilizzo di strumenti giocattolo, ci si riferisce spesso al compositore sperimentatore americano Raymond Scott di Soothing Sounds for Baby (1964) e al musicista francese Jean-Jacques Perrey; in entrambi i casi il contributo riguarda il versante elettrico/elettronico del filone.
Negli anni Ottanta strumenti giocattolo vennero esplicitamente adottati dal gruppo tedesco Kraftwerk e ancora più di recente il compositore Yann Tiersen ha utilizzato strumenti giocattolo (pianoforti a barre di metallo e diamonica) in modo caratterizzante, nelle proprie composizioni e colonne sonore.

Nel 1993 il compositore Bernd Wiesemann ha raccolto in Neue Musik für Kinderklavier composizioni per pianoforte giocattolo di compositori come John Cage, Ratko Delorko, Francisco Estevez ad altri.

Sempre negli anni Novanta il gruppo Giapponese dei Boredoms ha fatto largo uso di suoni presi da giocattoli nelle proprie composizioni sperimentali.

A partire dagli anni Novanta si sviluppano due filoni distinti nell'utilizzo degli strumenti giocattolo. Il primo, non esclusivamente definibile come Toy Music, ne fa largo uso nella musica pop, alternative rock e post rock. Questo filone si concentra prevalentemente nel nord Europa e i gruppi di riferimento sono: Múm e Sigur Rós. In aree d'influenza francofone troviamo musicisti come Domotic (Francia), Pascal Ayerbe (Francia), Pascal Comelade (Francia), Frank Pahl (Stati Uniti), Klimperei (Francia), Ming (Belgio).

Una seconda area di sviluppo della Toy Music (più propriamente detta) è quella che utilizza in modo quasi esclusivo strumenti giocattolo nelle proprie composizioni. In questo caso le aree di diffusione geografica del fenomeno sono più variegate, come testimoniato da alcuni gruppi di riferimento: Chapi Chapo (Francia), Gangpol und Mit (Francia), Gregaldur (Francia), Top Montagne (Francia), Klimperei (Francia), Cobol Pongide (Italia), l'OrcheStraFottente (Italia), Zelda Panda (Italia/Germania), Twink (Stati Uniti), Holy Fuck (Stati Uniti), Lullatone (Giappone), Ten (Giappone), Modified Toy Orchestra (Inghilterra), Karate (Israele), Małe Instrumenty (Polonia).

Parallelo a questo secondo versante si sviluppa a partire dalla fine degli anni Novanta un genere detto Micromusic o Chiptune, anch'esso trasversale, legato all'utilizzo di strumenti giocattolo elettronici e console di gioco entrambi dotati di processori a 8 bit risalenti prevalentemente agli anni Ottanta. In questo caso sono le esperienze ludiche con videogiochi ad essere più o meno esplicitamente rievocate. Radicalizzazione di questo fenomeno è quello del cosiddetto Circuit bending pratica legata alla modifica dell'hardware dei giocattoli (successivamente estesosi a qualunque tipo di apparecchiatura elettronica) il cui precursore è stato, a partire dagli anni Settanta, Reed Ghazala.

Accanto a queste due aree "pop" proseguono gli sviluppi nell'ambito di una terza di carattere più sperimentale sul versante compositivo, ispirata al lavoro di John Cage e legata soprattutto all'uso del pianoforte giocattolo, come nel caso della compositrice Isabel Ettenauer, del musicista sperimentatore Pierre Bastien, della compositrice Margaret Leng Tannm e del già menzionato Bernd Wiesemann.

Collegamenti interni Modifica

Collegamenti esterni Modifica

Fonti Modifica



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