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La semplicità volontaria consiste nell'adottare un modo di vita meno dipendente dal denaro e che mira a soddisfare i veri bisogni, cioè a tracciare una linea tra i bisogni e i desideri. Si parla, a volte, anche di frugalità.

Arbre

Origine

La semplicità volontaria esiste da millenni, anche se il termine è recente. Già 2500 anni fa, Socrate trascorse un'esistenza molto semplice e credeva che chi possedeva poco era più vicino a Dio e all'universo. Il filosofo Epicuro professava la semplicità già nell'antichità. Le comunità monastiche furono le prime organizzazioni di vita a scegliere volontariamente la frugalità e a praticare l'autosufficienza. Anche San Francesco d'Assisi, "il solo perfetto cristiano dopo Gesù" secondo Ernest Renan, viene considerato come un modello di semplicità volontaria. La vita di Gandhi è un altro esempio di semplicità.

Nel 1936 fu coniata per la prima volta l'espressione "semplicità volontaria" (simple living), che si trovava in un articolo di Richard Gregg, un discepolo di Gandhi che riprendeva le idee principali di quest'ultimo. Questo articolo passò inosservato al momento della sua prima pubblicazione e non ebbe alcun impatto fino alla sua riedizione nel 1974.

L'espressione «semplicità volontaria» divenne nota con la pubblicazione del libro con lo stesso titolo pubblicato nel 1981 da Duane Elgin. Questa corrente si sviluppò negli anni 1980 in diversi paesi industrializzati.

Una delle attuali voci del movimento è Pierre Rabhi, agroecologista e scrittore

Principi

L'idea è di cercare la semplificazione per migliorare la qualità della vita. Questa filosofia di vita è nata dalla constatazione che il consumo non porta la felicità. Nella società del consumo, si consacra il proprio tempo a guadagnare sempre più denaro per soddisfare i bisogni materiali. Il principio della semplicità volontaria è di consumare meno, quindi di avere meno bisogno di denaro e meno bisogno di lavorare. Vivendo al di sotto delle proprie possibilità, si guadagna del tempo per quello che è importante per se stessi.

La semplicità volontaria non è la povertà né il sacrificio. È una scelta di vita deliberata. Ma può rappresentare un aiuto per le persone in difficoltà finanziarie.

La semplicità volontaria, nel senso di limite al consumo di beni materiali, contribuisce a rallentare la distruzione delle risorse naturali. Nello stesso senso, il rifiuto di sprecare permette di economizzare l'acqua, l'elettricità e tutte le forme di energia.

La semplicità volontaria può essere criticata in quanto si tratta di solo di azioni individuali (o individualiste) che non possono cambiare la società. Questa filosofia non ha l'ambizione di cambiare il mondo, ma semplicemente di favorire la riflessione necessaria a cambiare il proprio stile di vita. Inoltre, permette di agire immediatamente senza dover attendere che i governi cessino di tergiversare. Le azioni individuali possono sembrare come una goccia nell'oceano, ma, come ben diceva Madre Teresa, se non agiamo questa goccia non raggiungerà l'oceano. Infatti, è la somma di tutte le azioni individuali che permetterà di creare un mondo migliore e la semplicità volontaria rappresenta un cammino privilegiato per raggiungere questo scopo.

Uno degli specialisti, Mark A. Burch, spiega che la semplicità volontaria si può applicare anche a dei domini meno materiali come le attività, le relazioni, i ricordi. L'idea è di vivere meglio con meno. Si può anche pensare che è con lo spirito sgombro che si può essere capace di applicare la semplicità volontaria sugli oggetti che ci circondano, in quanto solo in questo modo si capisce quali sono le cose che contano davvero per noi.

Attualmente, la semplicità volontaria costituisce un movimento sociale marginale, ma la "vita semplice" presenta molti vantaggi ancora da scoprire. Inoltre, potrebbe essere associata a dei benefici importati per la salute, e la ricerca scientifica avrebbe dei tornaconti a interessarsi di una prospettiva di salute pubblica.

Esempi di rimessa in causa delle abitudini

La semplificazione comincia con il rimettere in causa le abitudini prese a volte sotto l'influenza della pubblicità e della televisione. Ma abbiamo davvero bisogno di 20 detergenti diversi (uno per ogni superficie)? Abbiamo bisogno di 10 creme di bellezza diverse (una per ogni parte del corpo)? Abbiamo bisogno dell'ultimo lettore DVD immesso sul mercato? La semplicità volontaria ha un'andatura diversa per ognuno e comincia con la definizione dei propri bisogni e desideri.

E' anche un alleggerimento della propria vita da tutto quello che la opprime per privilegiare l'Essere invece dell'Avere. La semplicità volontaria valorizza le relazioni umane e la solidarietà: l'aiuto reciproco permette infatti di risolvere molti problemi. Possiamo citare per esempio dei sistemi di scambio locali (SEL) basati sul baratto.

Praticare la desopprimizzazione. Per esempio archiviare solo le carte davvero importanti e i libri che adorate. Avrete meno bisogno di mobili, di spazio e, quindi, di articoli di cancelleria.

Il servizio pubblico è utile quando si vuole semplificare la vita. Ricorrere ai trasporti pubblici, alle piscine o alle biblioteche pubbliche evita degli sprechi (per esempio l'acquisto di una macchina).

La semplicità volontaria implica sovente di cercare l'autosufficienza, cioè fare da soli invece di comprare, per esempio nel giardinaggio, cucinare, cucire, e anche nel costruire o nel riparare la casa.

L'idea è anche di privilegiare il valore dell'usato: avere per avere senza alcun interesse. Non possedere che cose di cui ci si serve veramente. Un libro che non avete riletto da dieci anni è un libro che starebbe meglio in una biblioteca. Un vestito che non avere portato per un anno potrebbe essere messo a disposizione di qualche associazione. Vi renderete presto conto che non avete bisogno di molto!

Vedere anche

Collegamenti interni

Collegamenti esterni

Bibliografia

  • Voluntary Simplicity : Toward A Way Of Life That Is Outwardly Simple, Inwardly Rich by Duane Elgin. 1re édition 1981, révisée en 1993. ISBN 0688121195
  • The Simple Living Guide by JANET LUHRS. ASIN 0553067966
  • Avoir ou Être? Un choix dont dépend l'avenir de l'homme de Erich Fromm (1976). Senza evocare direttamente la "semplicità volontaria", l'autore incoraggia a vivere in funzione dei suoi principi. Riassunto disponibile su le site du réseau québécois pour la simplicité volontaire. ISBN 2221102916
  • La simplicité volontaire un autre mode de vie auteure : Malie Montagutelli éd. Chiron 1986 155 p. una presentazione della semplicità volontaria, un piccolo escursus storico, in particolare l'affinità con le idee di Gandhi, un capitolo sullo "stile di vita" presentato per categorie: consumo, cibo, abbigliamentio, lavoro, salute e medicina, abitazione, bambini, divertimenti, trasporti, scarti e riciclaggio. Testimonianze: SV negli USA, in Europe, in Francia. Nella conclusione anche un questionario sull'avvenire della SV.

Fonti



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