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Per creare un'autentico sistema di piste ciclabili in Italia, oltre ad estenderle almeno in tutte le pianure della nazione e riuscire in qualche modo a collegarle, è necessario creare un sistema integrato di mobilità ecologica, basato su ferrovia, metropolitana e tranvia elettrificati, o autobus dotati di rastrelliere per poter trasportare la propria bicicletta in tratti troppo lunghi, oppure troppo ardui da affrontare, perché di montagna o di collina.

PremessaModifica

Il trasporto basato su automobili è intrinsecamente molto inefficiente, perché trasportare una persona di 60-90 kg, servendosi di un automobile (da 1.200 kg) o addirittura di un SUV (da 1.800 kg) costituisce uno spreco eclatante di una risorsa non rinnovabile come il petrolio, dato che oltre ad essere costoso (per un automobile in media 10 litri di benzina alla settimana pari a 500 litri all'anno, dunque 700 euro all'anno di carburante, più 700-2.100 euro all'anno soltanto di assicurazione dell'auto), si può dimostrare che in città l'auto è molto più lenta rispetto alla metropolitana, non è significativamente più veloce rispetto alla bicicletta e forse riesce ad andare più veloce rispetto agli autobus, ma non sempre e ovunque.

Inoltre le automobili tendono ad occupare un enorme spazio urbano (autostrade, strade, parcheggi di partenza e destinazione, piazze) e a provocare un'inquinamento più o meno grave (che ormai in regioni come la Lombardia costituisce una minaccia seria per la salute, perché causa danni certi all'apparato respiratorio), la perdita nel traffico di molte ore e addirittura giornate di lavoro, e altri problemi come incidenti (6000 morti all'anno in Italia), rumori intensi, ecc.

Secondo l'istituto ISFORT [1], nelle città italiane, il 50% degli automobilisti percorre una distanza inferiore ai 5 km per raggiungere i luoghi di lavoro o studio. Questa distanza viene percorsa in bicicletta in circa 10-15 minuti (alla velocità media di 20-30 km/h). Se si considerano i tempi necessari per raggiungere il parcheggio di casa, l'accensione e il riscaldamento del motore, il tragitto stradale (spesso rallentato da semafori e dall'intasamento) e finalmente la ricerca di un parcheggio, e il raggiungere l'edificio dove si lavora, la bicicletta costituisce il mezzo più veloce, economico, pratico e meno inquinante per spostarsi, oltre ad essere il più ecologico e salutare. Per tragitti in piano più brevi dei 2 km risulta più conveniente camminare !

Se ricordiamo inoltre, che ci vogliono tra uno e due mesi di stipendio, soltanto per pagare le spese dell'auto, allora riusciamo a capire che le automobili servono soltanto a farci perdere tempo, non a guadagnarlo !

Caratteristiche di un sistema integrato ciclabileModifica

Un sistema ciclabile integrato con le ferrovie e/o con le metropolitane, comprende che il lavoratore pendolare, una volta giunto alla città, possa trovare una linea di metropolitana oppure un parcheggio o deposito di biciclette dove poter afittare o ritrovare la propria bicicletta (se non la si porta con sè in un apposito vagone).

Dalle stazioni ferroviarie, la pista ciclabile dovrebbe estendersi verso il centro, o verso le zone industriali di periferia, nelle capitali verso la zona dei ministeri, e specialmente verso l'Università, e verso alcune grosse scuole, dove si prospetta che siano gli studenti i principali utenti delle piste ciclabili. Altri percorsi obbligati sono quelli attorno e dentro i parchi urbani, possibilmente adeguatamente pavimentati e ben delimitati, che forniscono un ambiente protetto e salutare al ciclista.

Le stazioni del treno e/o metropolitana devono essere accessibili alle biciclette (e di solito questo è possibile soltanto con ascensori molto larghi e/o profondi) e i treni devono avere un apposito vagone (senza sedie) ma con rastrelliere per i viaggiatori-ciclisti.

Ciclopista del SoleModifica

Attualmente è in corso di sviluppo il progetto Ciclopista del Sole, che collegherà la rete italiana di piste ciclabili a quella europea '"Eurovelo".

Nel 2011 è stato concluso il tratto ciclabile tra la frontiera con l'Austria al Brennero e la città di Verona. I piani prevedono che la "Ciclopista del Sole" si estenda lungo la pianura padana passando per Mantova, fino a Bologna (con diramazioni per Rovigo, Ferrara, Ravenna e i lidi adriatici di Rimini e Ancona), attraversi l'Appennino fino a Firenze (anche con un sistema integrato ciclo-ferroviario) e in seguito si estenda verso Siena, Grosseto, Roma, Latina, Caserta, fino a raggiungere la città di Napoli.

Piste ciclabili per regioneModifica

Piste ciclabili nelle città italianeModifica

RomaModifica

MilanoModifica

A Milano circolano 820.000 macchine di residenti (63 macchine ogni 100 abitanti), più 800.000 provenienti dall'esterno. Questo rende la città meneghina una città più motorizzata rispetto a Los Angeles (57 auto/100 ab.). Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, è imparentata direttamente alla lobby del petrolio del gruppo Moratti (ERG), e forse per questa ragione, non ha mai imposto misure restrittive del traffico come le targhe alterne e non ha mai intrapreso la costruzione di una adeguata rete di piste ciclabili. Il risultato, evidente a tutti nei periodi di scarsa pioggia, è il costante superamento delle soglie di inquinamento ammesse dall'Unione Europea, situazione che porterà all'imposizione di una multa europea che dovranno pagare tutti i cittadini italiani. Questo fatto è tenuto in sordina o anzi, taciuto accuratamente dai mezzi di comunicazione asserviti, dal momento che si può parlare tranquillamente di restrizioni della libertà di stampa in Italia, dovute più a che censura attiva, al controllo della maggior parte della stampa e televisione da parte del governo, di un'opposizione pronta a vendersi alla lobby dell'auto e del petrolio, e alla mancanza di risorse economiche e di pubblicità per i media alternativi ed ecologici.

Sviluppo delle piste ciclabili a MilanoModifica

2009

Nel 2009 le piste ciclabili esistenti a Milano ammontavano a circa 100 km, con una rete di qualità poco costante (come protezioni dall'invasione delle corsie, aree di parcheggio e di sosta ciclabile, collegamento alle stazioni ferroviarie, ecc.). Le più seriamente costruite sono i "raggi verdi" 1 e 7, per una lunghezza complessiva di 12 km. Oltre a tanti piccoli tratti ciclabili della lunghezza di pochi kilometri

2010-2011

Attualmente esiste un appalto per altri 19 km di nuove piste ciclabili, oltre alla riqualifica di 4,5 km di quelle esistenti. Questa nuova pista ciclabile costeggerà la "cerchia dei navigli", partendo da nord nei pressi di Piazzale Cavour, poi a Corso Venezia (da qui partirà un raggio verso est), poi per via Visconti, via Francesco Sforza, San Lorenzo, Sant'Ambrogio fino a piazzale Cadorna (da questa piazza partirà un "raggio ovest" che si unirà all'altro esistente (a lungo andare dovrebbe estendersi fino a Torino). Si prevede di arrivare a Milano a un totale di 131 km di piste ciclabili nel 2011.

NoteModifica

  1. Isfort

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Fonte: sito dell'ISFORTModifica




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