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Percorso naturalistico del Salet

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Il percorso naturalistico del Salet si snoda sui versanti orientali dei Monti del Sole, in val Cordevole nei comuni di Sedico e Sospirolo. L’itinerario è per buona parte compreso nei confini del parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Caratteristiche Modifica

  • Tempo impiegato: 3 ore (andata e ritorno)
  • Dislivello in salita: 20 m
  • Difficoltà: bassa (itinerario turistico)
  • Interesse prevalente: storico, geomorfologico e paesaggistico.
  • Il luogo: oltre alla valle del Mis, l’altra valle che taglia longitudinalmente il territorio del Parco, è la Val Cordevole, percorsa dalla statale 203, importante via di comunicazione tra la Val Belluna e l’Agordino.

Questo itinerario, all’interno del Parco, segna una netta divisione fra le cime del gruppo della Schiara, sulla sinistra orografica e i Monti del Sole sulla destra.

Punto sosta 1 (Candàten) Modifica

Ci troviamo nel Canal d’Agordo, la forra entro la quale scorre l’ampio letto del torrente Cordevole. Dove il torrente è riuscito nel corso dei millenni a farsi largo, fra le rocce della Dolomia Principale, si osservano ampi e dolci prati che seguono l’andamento delle pareti rocciose. Candàten è un vecchio cascinale, oggi adibito a stazione forestale, caratteristico per il porticato che ricorda le tipologie costruttive delle abitazioni rustiche Bellunesi. Molto interessante è il vicino tempietto ottagonale, memoria dell’ospizio di San Giacomo di Campo d’Altino, di cui si ha testimonianza dal 1194. Il tempietto è stato recentemente restaurato e può essere visitato facendone richiesta alla stazione forestale.

Punto sosta 2 (Giovanni Zanardo) Modifica

Procedendo lungo la riva destra del Cordevole, se ne risale il greto per un centinaio di metri fino a incontrare una valle laterale, stretta e profondamente incisa dal Rio Monteraz. Proprio qui il corpo forestale dello stato ha allestito il sentiero naturalistico “Giovanni Zanardo”, un itinerario attrezzato con passerelle e gradini di legno che consente di osservare circa 150 specie spontanee, identificate con apposite targhette in un ambiente tipico di forra ricco di cascatelle, stillicidi e pareti rocciose. Il luogo è interessante per la possibilità di osservare numerose specie spontanee raccolte in pochi metri quadrati. Per percorrere interamente il sentiero ci vogliono circa 30 minuti. Si ritorna quindi sui propri passi lungo il greto del torrente, svoltando a destra quando s’incontra una stradina che s’introduce nel bosco di salici e ontani. Si segue quindi la carrareccia, al margine di pareti rocciose fittamente ricoperte d’edera, e poco dopo si esce dal bosco. Sulla sinistra si scorgono ampi prati regolarmente sfalciati e in parte destinati al pascolo per i cavalli. La strada è chiusa con un robusto cancello che si supera aggirando la staccionata.

Punto sosta 3 (Prateria di fondovalle) Modifica

Si apre di fronte a noi un esempio di prateria di fondovalle coltivata per la produzione di foraggi: sono prati polifiti, poco profondi e ricchi di sostanze organiche, dove crescono diverse specie vegetali con fioriture policrome visitate da migliaia di insetti. Proseguiamo lungo la carrareccia delimitata da un filare di salici e abeti rossi, in breve si giunge nei pressi delle case Salet. Anche se non esistono documenti attestanti l’esistenza ai pian dei Salet di un antico ospizio, tuttavia la vicinanza delle altre case ospitali disposte lungo la valle, nonché le caratteristiche costruttive di alcuni rustici, fanno ritenere possibile che anche questo luogo fosse un antico punto di accoglienza di pellegrini. Gli edifici ora sono gestiti dal Corpo Forestale dello Stato che li ha adibiti a centro ippico e di allevamento di cavalli da sella per l’attività di sorveglianza.

Punto sosta 4 (San Gottardo) Modifica

L’abitato di san Gottardo presenta un sistema di case ospitali dove era compreso un ospizio per le donne. Chiedendo presso le vicine abitazioni è possibile visitare questa semplice chiesa, della quale la data di costruzione è assai vaga. All’interno sono conservate numerosissime stampelle e bastoni: ex voto di malati che avevano invocato e ottenuto la guarigione al Santo Gottardo. La tradizione vuole che dentro la chiesa siano custodite le ossa del Vescovo Salvatore, uno dei primi vescovi del Bellunese, rifugiatosi qui per sfuggire alle persecuzioni. Indirizzando lo sguardo verso nord vediamo sulla sinistra i Monti Del Sole, mentre sulla destra, poco oltre la valle, appare il monte Peròn e a sud si apre la valle del Piave.

Punto sosta 5 (Peròn) Modifica

Visuale del Ponte Peròn

All’abitato di Peròn si accede proseguendo sulla stradina che scende più in basso rispetto alla chiesa; svoltando a sinistra si giunge dinanzi a un’azienda agricola. Qui si imbocca la strada di campagna che attraversa i prati divenendo più avanti un comodo sentiero che corre lungo il margine del torrente Cordevole. Da questo punto si osserva il panorama verso i Monti del Sole, la chiesa di San Gottardo e la Certosa di Vedana. Poco più avanti il sentiero incontra le funi d’acciaio della passerella in legno tesa sul torrente per collegare le frazioni di Peròn in comune di Sedico e di San Gottardo, in comune di Sospirolo. Dopo aver attraversato la passerella si sbuca in un piccolo tunnel scavato in un masso. Svoltando a sinistra, superando la statale Agordina si raggiunge il nucleo più vecchio dell’abitato di Peròn. Il nome Peròn deriva probabilmente da pietra in riferimento ai numerosi massi, anche ciclopici, sparsi nelle vicinanze, caduti dal sovrastante del monte Peròn. Si ritorna quindi sui propri passi, riattraversando la passerella dopo la quale si prosegue a sinistra.

Punto sosta 6 (Certosa di Vedana) Modifica

Da san Gottardo si prosegue in piano verso ovest, lungo la strada comunale che taglia le pendici del Piz di Vedana in direzione della vicina Certosa di Vedana. Dentro queste mura nacque nel 1792 Girolamo Segato, egittologo insigne, scienziato, viaggiatore e cartografo molto famoso per aver inventato il procedimento di pietrificazione per la conservazione dei corpi. Rivolgendo le spalle alla Certosa possiamo osservare un’ampia distesa di detriti rocciosi e massi calcarei di grandi dimensioni ammonticchiati qua e la, chiamata appunto Masiere di Vedana, che si estende per alcuni chilometri quadrati fra paesi di Mas, Sospirolo, Gron e Roe. Il ritorno avviene lungo la via dell’andata.

File:Viale d'ingresso della certosa di Vedana.jpg

Fonti Modifica



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