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Il pannolino lavabile, prima dell'era consumista dell'usa e getta era l'unico tipo di pannolino esistente, ereditato da una tradizione pluri-secolare, ed era costituito da semplici ma resistenti panni quadrati di cotone bianco, abbastanza costosi, che dovevano essere riutilizzati e dunque lavati a temperatura superiore (circa 60-90°), utilizzando il sapone sbiancante (addizionato con cenere di legna o "ramno) sbiancante") e spesso, per raggiungere una migliore igiene si aggiungeva varichina (iploclorito di sodio) come sbiancante e disinfettante alla soluzione saponosa.

Per chiuderlo si utilizzava, con molta prudenza e destrezza, una unica spina da balia, che per l'appunto chiudeva contemporaneamente le tre punte del triangolo (il quadrato ripiegato), e che conteneva all'interno altri panni (più vecchi, consunti e macchiati-ingialliti), ma sempre igienizzati grazie ai 60-90°, alla varechina e al sapone di marsiglia con la cenere).

Quest'arte precedeva spesso la fasciatura, che ancora oggi viene applicata tradizionalmente in Russia, sembra con qualche beneficio per prevenire ribaltamenti del neonato e la morte in culla per auto-asfissia. [1]

ReintroduzioneModifica

Recentemente sono stati reintrodotti pannolini di cotone o comunque in tessuto, lavabile e riutilizzabile, al posto dei più diffusi pannolino in cellulosa "usa e getta". L'uso dei pannolini lavabili mirerebbe a ridurre la produzione di rifiuti legati ai pannolini, difficili da smaltire e largamente consumati, che comporta per la famiglia una spesa piuttosto alta, superiore, affermano i sostenitori del pannolino lavabile, al costo di un set completo di pannolini riutilizzabili. [2][3]

TipologieModifica

Esistono diverse tipologie: alcuni sono composti da una parte interna assorbente alla quale va sovrapposta una mutandina impermeabile, mentre in altri la parte interna assorbente e quella esterna impermeabile sono cucite insieme, formando un solo pezzo; in alternativa ci sono versioni in cui ad uno strato esterno in PUL è cucita una parte interna in pile, e sono dotati di una tasca nella quale si inseriscono uno o più inserti assorbenti, a seconda delle necessità di assorbenza. I tessuti di cui sono composti possono essere naturali o sintetici: i primi più adatti a pelle sensibili e meno suscettibili a reazioni allergiche, i secondi più drenanti.

Esistono inoltre veli raccogli feci, foglietti piuttosto spessi generalmente di cellulosa che possono essere usati con tutte e tre le tipologie e con ogni tipo di tessuto. Le feci di un bambino possono essere avviate con una certa tranquillità verso il compostaggio, dato che i neonati e i bambini piccoli normalmente sono esseri quasi totalmente privi di strane malattie infettive (a parte quelle tradizionali dell'infanzia).

NoteModifica

  1. YOUTUBE: Mosca - Matteo in fasce
  2. Cloth Vs. Disposable Diapers
  3. Quello che Avresti Sempre Voluto Sapere sui Pannolini e non Hai Mai Avuto il Coraggio di Chiedere., MenteCritica, 4 luglio, 2007

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica



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