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Nonesi
Luogo d'origine {{{regione}}}
Popolazione ~60.000
(comprendendo anche gli emigrati in altri paesi)
Lingua Lingua Nonesa-Nones (da alcuni esperti riconosciuto come lingua appartenente al gruppo ladino), Italiano, tedesco (nei comuni altoatesini)
Religione Cattolicesimo; minoranza storica Ebraismo
Distribuzione
bandiera Italia Popolazione residente in Italia (dati di un quotidiano locale al netto della popolazione straniera residente) ~40.000-45.000

di cui: 30.000 in Val di Non e i restanti nella provincia autonoma di Bolzano (in particolare una buona fetta della popolazione cittadina di Bolzano è costituita da Nonesi)e a Trento, con una rilevante percentuale nel comune di Mezzolombardo.

Template:AUT Popolazione residente in Austria  ? (comunità ad Innsbruck ed a Schwaz)
Template:CHE Popolazione residente in Svizzera  ? soprattutto nel canton Grigioni
Stati Uniti Stati Uniti Popolazione residente negli stati uniti  ? (dai registri statunitensi risultano vari militari USA con cognomi nativi della val di Non)

Origini e formazione del popolo noneso Modifica

L'area attualmente individuata come la val di Non nella preistoria fu abitata inizialmente da popolazioni retiche (in particolare gli Anauni), le quali occupavano posizioni rialzate come quella dove oggi sorge il borgo di Sanzeno. A differenza della contigua Val di Sole, in Val di Non non avvenne una penetrazione di genti celtiche ma piuttosto un'influenza culturale prettamente etrusca. La conquista romana della Rezia (15 a.C.), diffuse nell'area dolomitica il latino, che, in seguito alla compenetrazione con le lingue retiche, darà origine alla lingua ladina; molti Anauni si arruolarono nelle legioni romane e nel 46 d.C. l'Imperatore Claudio li rese cittadini romani con un editto, premiando la loro lealtà.

Nel Medioevo in Anaunia avvenne uno stanziamento di nobili di origini germaniche, tra i quali i conti von Spaur, che era originaria di Merano e governava il castello di Sporo, i baroni von Unterrichter originari di Termeno e Caldaro (famiglie che si uniranno anche in matrimonio) e altre, oltre a svariate famiglie di minatori tedeschi, ungheresi e boemi richiamati per lavorare nelle miniere. La Val di Non fu sempre divisa tra l'autorità del Conte del Tirolo ed il Principe Vescovo di Trento e quindi entrambi non arrivarono mai ad avere un controllo assoluto sulla valle. Questo portò col tempo ad un forte insediamento ebraico nella zona; infatti, per sfuggire alle persecuzioni operate dai monarchi spagnoli o germanici, varie famiglie di commercianti giudei popolarono la valle. Secondo archivi parrocchiali pare che nel 1572 la popolazione del paese di Coredo fosse per il 40-45% ebraica. A causa dell'ostilità dei governanti e degli abitanti cristiani gran parte degli Ebrei si convertì al cristianesimo o venne espulsa dalla valle.

Val di Non, le storie ebraicheModifica

Una testimonianza sulle piccole Comunità o sui piccoli gruppi di Ebrei presenti all'interno della Val di Non ci è giunta grazie ad una relazione presentata dalla dr.ssa Rosanna Pruccoli alla conferenza su “Il cammino degli oppressi”, Intellettuali ebrei a Merano, tratta dal testo “Gli ebrei in Alto Adige tra il 1300 e il 1950” (Merano, 1 giugno 2010). Scrive, infatti, la dr.ssa Pruccoli nell'ambito di questo testo: "Negli anni a seguire la comunità ebraica di Merano andò ampliandosi e rafforzandosi e a partire dal dicembre del 1896 si ebbe la presenza saltuaria di rav Aron Tänzer, in qualità di rabbino territoriale con giurisdizione sugli ebrei residenti a Cles, …, Bolzano, Cavalese, Primiero, Riva, Rovereto, Tione, Trento e Mezzolombardo". Questa tenue traccia di fine ‘800 lega le presenze ebraiche del Trentino a quelle del Sud-Tirolo più di quello che i pochi studi effettuati ci abbiano potuto mostrare fino ad oggi. Ancora fino alla seconda metà del XVIII secolo, infatti, in tutta la Val di Non esistevano residui di piccole Comunità o di piccoli gruppi di Ebrei, che già in passato avevano lasciato traccia di sé dando nomi ai monti, o ai fiumi, o a piccole cittadine e paesi, o ancora a quartieri. Queste Comunità, inoltre, ci hanno lasciato piccoli racconti familiari, insieme ad una notevole varietà di cognomi sovente di nicchia, traccia indelebile di una presenza limitata alla Val di Non o estesa al Trentino, o, talora, anche al Sud-Tirolo. L'eredità della comunità ebraica è evidente anche osservando alcuni nomi geografici della Valle. Quetta è una frazione di Campodenno, ma Quetta, però, compare anche nel Baluchistan, appena al confine con l’Afghanistan, nella zona in cui è presente la tribù di nome Zadra; in quel punto passa la biforcazione della lunga “via diretta” in due vie, del Nord e del Sud, già nota fin dall'antichità perché collegava aree oggi appartenenti al Pakistan, Iran e Turchia . Proseguendo lungo la Val di Non si incontra Mechel, frazione di Cles. Mechel è una parola ebraica, oltre che cognome dell'ex-ambasciatore d'Israele all'ONU, Arye Mechel. Più in là, nelle miniere abbandonate di galena argentea di Tregiovo, frazione di Revò, troviamo incisa la stella di Davide sugli stipiti e sull'architrave, indicando con questo che la gestione della miniera era ebraica. A fianco, poi, si trova il Maso Siban, che in ebraico antico significa fabbrica di sapone. A Tres, esiste la località Sores. Ma Sores è anche uno degli insediamenti di montagna della tribù di Giuda, secondo la traduzione rabbinica dei quaranta (Giosuè, 15, 9,). E Giosuè è figlio di Nun, che in ebraico è scritto alla stessa maniera che Non. Nones, traslitterato più frequentemente Nunes o Nunez, è un cognome sefardita francese ritrovabile a Sover, in val di Cembra e nella zona di Pinè, dove esistevano piccoli gruppi di ebrei e marrani. Nones è presente esclusivamente nelle Comunità Ebraiche, mentre non esiste in Val di Non. Per quanto riguarda i cognomi di origine ebraica della Val di Non, questi sono di origine sia aschenazita (da Aschenazi, in ebraico Germania, e, per esteso, tutta l’area Mitteleuropea) sia sefardita (da Sefarad, in ebraico Spagna, da secoli ormai per convenzione comprendente tutti gli Ebrei del Mediterraneo), come ancora persiana. Sul sito israeliano dedicato alla Shoà sono presenti dieci Zadra, Ebrei polacchi, che furono in parte soppressi dai nazisti a Jadow, loro città di origine; due perirono durante la Resistenza nel Ghetto di Varsavia, e gli altri sono ricordati ad Auschwitz. Altri Zadra ancora (Dwoijra; Dobra Breina), invece, sono scomparsi insieme alla loro Comunità a Wyszkow, in provincia di Varsavia, anche se è stato possibile recuperare il loro atto di matrimonio ebraico (ketubà). Tra i vari cognomi ebraici troviamo Asson, cognome di Don degli Ebrei sefarditi emigrati in Brasile, scarsamente diffuso in Italia; Bergamo, un cognome ebraico - portoghese di Segno oltre che dell’Italia centrale; Calovi, ebrei polacchi e russi, abitanti a Coredo, oltre che nella provincia di Trento; Fauri, cognome di Trento, Bresimo, Tres, ma anche nome di una città iraniana, e parola araba traducibile con "affrettato, immediato". C'è poi Iob (o Yob), nome di uno dei figli di Issachar (Genesi, 46:13), diffuso a Flavon e Cunevo, e intorno a Udine, in una zona di intenso passaggio fino dall'epoca romana; Graif (o Graiff), cognome degli Ebrei della Moldavia e della Romania, che compare a Romeno e Brez; Leoni, un cognome di Coredo e Segno, diffuso anche in Italia, che è anche simbolo della tribù di Giuda, oltre che sua traduzione ebraica; Paris, cognome degli ebrei della Lituania, Russia e Galizia, ma anche di Rumo, Smarano, Trento e dell'Italia centrale; Sicher, cognome aschenazita, abbastanza diffuso a Coredo, e Barbacovi, un cognome di Tres molto poco diffuso in Italia, ma presente nella storia delle Comunità ebraiche russe, Melchiori cognome abbastanza comune in Israele, sia nella versione Melchior che in quella con la "i" finale (Felice Zadra, “Lo studio - Val di Non, terra di ebrei”, L'Adige, giovedì 26 maggio 2011, pagg. 1 e 51).

La questione della lingua e dell'identità Modifica

20px Per approfondire, vedi Nones.

Alcune associazioni culturali della Valle di Non perseguono l'obiettivo di far riconoscere al "Nones" lo stato di lingua e hanno promosso negli ultimi anni numerosi convegni e serate sulla ladinità nonesa, al fine di sensibilizzare e informare la popolazione sulla possibilità di vedere realizzarsi il riconoscimento della propria identità con il Censimento generale delle popolazioni linguistiche tenutosi lo scorso 21 ottobre 2001. Fino ad ora, infatti, alcune norme di attuazione riconoscevano come popolazioni ladine solo quelle residenti nei sette comuni della Valle di Fassa.

Gli abitanti della Valle di Non e di Sole hanno potuto pertanto dichiararsi appartenenti al gruppo linguistico ladino, dato che è stata dimostrata (molteplici sono le attestazioni linguistiche e storiche) l'appartenenza delle parlate nonesa e solandra all'ambito delle lingue ladine, oltre a quelle dei Grigioni Svizzeri e delle Valli del Sella.

Nonostante la poca propaganda e lo scarso interesse di molte amministrazioni locali, il risultato del censimento fu sorprendente. Più di 7500 fra nonesi e solandri si dichiararono infatti appartenenti al gruppo Ladino.

Voci correlateModifica

Fonti Modifica



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