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Con il termine Micromusic s'intende circoscrivere un fenomeno musicale nato a partire dalla fine degli anni Novanta e caratterizzato dall'utilizzo, da parte dei musicisti, di home computer e console di gioco come strumenti per comporre ed eseguire musica. Sinonimi di Micromusic sono considerati: Chiptune e Gameboy music. La caratteristica fondamentale delle macchine impiegate è quella d'incorporare e funzionare con microprocessori a 8 bit.

Esempi di questo tipo d'apparecchiature tipicamente usate nella Micromusic sono:
Commodore 64, Gameboy, Atari Nes, Amiga, ma anche strumenti "giocattolo" come le tastierine didattiche della Casio (ad esempio la Vl-1 e la Sk-1), Bontempi, Yamaha. Per quel che riguarda i computer e le console di gioco a partire dagli anni Novanta è stato sviluppato software e hardware (ad esempio interfaccie midi) per rendere queste apparecchiature suonabili. Per quel che riguarda le tastierine giocattolo spesso esse vengono modificate dal punto di vista del circuito (circuit bending) così da ottenere suoni inediti. 

La Micromusic non è definibile come vero e proprio genere musicale dato che al suo interno il tipo di musica realizzata è variegato e ricopre l'intero spettro dei generi musicali. La caratterizzazione è invece affidata agli strumenti utilizzati risalenti per lo più agli anni ottanta

La Micromusic è ascrivibile a un filone musicale più esteso che è quello della Toy music.

StoriaModifica

La nascita ufficiale della Micromusic è legata alla creazione di due cartucce sonore per Gameboy: Nanoloop (1998) e LSDJ (2000) rispettivamente programmate da Oliver Wittchow e da Johan Kotlinski.
Le due cartucce musicali utilizzate al pari di un videogioco trasformano il Gameboy in un sequencer che sfrutta il chip musicale della macchina su cui installano il proprio software.
Il risultato compositivo produce musica che suona non dissimile da quella dei videogiochi degli anni Ottanta.

Prima della fine degli anni novanta un fenomeno che ha precorso la strada poi intrapresa dalla Micromusic è stato quella della Demoscene inaugurata dai cosiddetti cracker soprattutto su macchine Amiga.
In modo esteso, si possono considerare precursori della Micromusic tutti quei musicisti che durante gli anni Ottanta realizzarono musica d'accompagnamento per i videogiochi come nel caso più celebre di Rob Hubbard.

A partire dalla fine degli anni Novanta molti appassionati e musicisti hanno iniziato a sviluppare hardware e software adatto a "trasformare" in strumenti musicali molti home computer e console di gioco a 8 bit.

Tra i processori su cui più si è lavorato c'è il SID (Sound Interface Device), il processore musicale del Commodore 64, intorno a cui sono state create ex novo macchine musicali come nel caso della Sidstation.

Conseguentemente, alle console si sono affiancati strumenti giocattolo e giocattoli sonori come nel caso delle tastiere didattiche della Casio, Yamaha e della Bontempi.

Un'ulteriore evoluzione legata a questo filone musicale è quella del Circuit bending, ovvero la tecnica di manipolazione hardware delle macchine utilizzate per fare musica. Precursore di questa metodologia è stato l'americano Reed Ghazala a partire dagli anni Settanta.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica



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