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Si definisce medicina popolare contemporanea oppure medicina complementare, quella sintesi di pratiche paramediche, mediche e di pseudo-medicina delle quali si serveno molte persone per curare disturbi minori (algie, problemi dermatologici, ecc), e per sopperire ai bisogni sanitari familiari senza ricorrere alla medicina convenzionale (accademica, dotta). Alcuni, mettendo a repentaglio la propria vita, la considerano una medicina laica, complementare ad una medicina canonica (come se questa fosse regolata da dogmi !).

Bisogna evidenziare che in realtà la medicina canonica non ha alcun dogma o credo forzato, ma che si basa sulle scienze di base, come la fisica, la chimica, la biochimica, l'anatomia, la fisiologia, ecc. Spesso si serve anche di conoscenze acquisite abbastanza recentemente, come ad esempio l'effetto vasodilatatore del protossido di azoto, sfruttato per ottenere e mantenere l'erezione a lungo termine (tramite farmaci come il Viagra, il Levitra o il Cialis).

La medicina canonica non ripudia affatto le sostanze offerte dalle pinate, ed in effetti si serve (o si serviva) di sostanze come l'acido acetil-salicilico, la belladonna, la digitale, la reserpina, il tassolo, la vincristina, ecc. La stessa penicillina è infatti, un prodotto naturale del fungo peniccillium notatum. La chimica spesso interviene, purificando, o modificando questi farmaci naturali per renderli più attivi.

Davanti all'evidenza scientifica che un'atto terapeutico o diagnostico possa comportare un effetto più nocivo che benefico, la medicina tende a mettere un'atto un processo di revisione, di ridiscussione dell'utilità di una pratica (Ad esempio nei tumori mammari l'abbandono della mastectomia radicale in favore della tumorectomia).

Ad, esempio, ttualmente è in discussione il rapporto danno/beneficio apportato dalla Tomografia Computerizzata (che impiega molte esposizioni a raggi X). Probabilmente la TC non verrà abbandonata, ma modificata nelle sue intensità e ristretto il campo delle sue applicazioni in favore della Risonanza Magnetica.

Medicina popolare contemporaneaModifica

La medicina popolare contemporanea è il modo in cui persone senza particolare istruzione sanitaria affrontano i propri danni fisici. In maniera riduttiva è spesso chiamata "automedicazione" anche se non si tratta unicamente di "medicazione", bensì di "terapie" non convenzionali: (complementari, alternative).

L'impresa di un autointervento (per esempio mettersi a letto e prendere un'aspirina, atto che potrebbe aggravare una eventuale emorragia gastrica o cerebrale, oppure recarsi daun fisio-terapista o da un terapista non medicale per farsi liberare un nervo intrappolare) da parte del malato segue questi basilari criteri:

  • La terapia non deve avere effetti collaterali: e qualora c'e l'abbia, questi devono essere accettabili
  • Deve raggiungere lo scopo prestabilito
  • Non deve causare dipendenza
  • È necessario che sia plausibile dal punto di vista medico.

Chiunque, di fronte a un disagio fisico non eccessivo ha la tentazione di trovare un rimedio personale senza il consulto del medico. La diffusione di terapie popolari non scientifiche è dovuta soprattutto all'intervento di farmacisti (che sono scienziati) ed erboristi (che hanno studiato qualche anno di farmacia), i quali preferiscono spesso ricorrere a metodi di cura più "naturali". Un altro fattore che influisce sulla diffusione della medicina popolare è il fatto che le terapie semplici e non convenzionali, a dispetto di quelle ufficiali ben più complesse, sono facilmente eseguibili in ambito domestico; un' altra ragione può essere il bisogno immediato di curarsi, in maniera economica, magari, chiedendo aiuto a chi ne sa già qualcosa pur non essendo un medico.

Bisogna ricordare che sostanze come la cicuta, la cocaina, la nicotina, sono naturali (fanno bene ?).

Questi metodi curativi sono molto criticati dagli ambienti ufficiali perché evidentemente ricaverebbero dalla credulità degli ingenui discreti profitti economici, nel vendere rimedi fitoterapici, per esempio, oppure set di automedicazione non approvati dalla comunità scientifica.

Poiché spesso la medicina popolare non funziona, alla fine si fa ricorso alla consultazione medica nelle appropriate strutture sanitarie (in questo senso, la medicina ufficiale è una medicina complementare alla medicina popolare).

Il paziente che cerca aiuto dal medico incontra un differente approccio di valutazione: apparentemente con criteri di valutazione simili, ma sicuramente in diversa sequenza:

  • plausibilità: la cura deve avere solide basi "scientifiche" (deve essere razionale, statisticamente rilevabile, evidente empiricamente, sperimentabile, riproducibile e controllabile)
  • "minor male": è preferibile una cura aggressiva efficacie piuttosto che una cura leggera ma insoddisfacente
  • economicità: è preferibile una cura più economica, anche se una più costosa ma anche più efficacie è maggiormente desiderabile
  • dipendenza: evitare quanto possibile che il paziente subisca sindromi di dipendenza da un metodo specifico di cura, per esempio farmaci

Queste divergenze (tra aspettative del singolo e prestazioni offerte dalla medicina dotta), a detta dei detrattori, alimenterebbero un florido mercato da cui i terapeuti alternativi ricaverebbero illegittimamente lauti guadagni.

Medicina popolare contemporanea Modifica

Nelle nazioni industrializzate, grazie alle ampie strutture sanitarie pubbliche e private, la medicina popolare contemporanea è diventata una medicina "complementare" alla medicina esercitata dai medici e consiste maggiormente in automedicazioni con:

  • prodotti farmaceutici sintetici che non sottostanno a ricetta medica
  • integratori alimentari (prodotti ortomolecolari)
  • preparati omeopatici complessi
  • fitorimedi prodotti dai farmacisti e dagli erboristi
  • "terapie" che per evidenti motivi non distinguono tra lusso, benessere, prevenzione, cura, ... e con concetti di salute e malattia molto vaghe.

Il mercato è molto interessante e movimentato. Per esempio in Svizzera raggiunge un ammontare di circa 1.000 € pro capite all'anno (ca. 7 miliardi di € all'anno).

In più esistono in tutte le nazioni industrializzate anche "medicine popolari folcloristiche" che derivano da superstizioni e pratiche magiche tramandate.

Medicina popolare tradizionale Modifica

La medicina popolare tradizionale si serviva (e si serve) maggiormente di luce, aria, acqua, sole, diete e preparati galenici (rimedi, farmaci) di piante, animali e minerali. Le conoscenze di solo 50 anni fa sono ormai diventate marginali e sono ancora pochi che vi si dedicano. Un'eccezione sono i "Heilpraktiker" (praticante curatore) dell'area tedesca. La loro professione è diffusa e vi viene fatto ricorso frequentemente. Sono loro a tramandare e ampliare le relative conoscenze. In altre nazioni si chiamano "naturopati", "terapisti complementari", "guaritori" ecc. Al solito non si tratta poi di una professione approvata, ma il legislatore li tollera sotto determinate condizioni.

Approcci accademici Modifica

A livello universitario ci sono approcci: Storici / culturali come per esempio in cattedre in:

che si limitano di solito alla documentazione di superstizioni e pratiche magiche (quanto riguarda la Medicina popolare).

  • Etnomedicina descrive pratiche curative contemporanee di culture non industrializzate. Sono di notevole interesse presso l'industria farmaceutica che è in continua ricerca di nuove sostanze terapeutiche efficaci.

Approcci accademici specifici Modifica

L'impegno universitario per una medicina popolare contemporanea europea varia parecchio nelle diverse nazioni:

BibliografiaModifica

  • SM Annali di San Michele no 16/2003: Saperi terapeutici tradizionali nell'arco alpino (a cura di Giovanni Kezich e Tullio Sepilli); Museo Gente Trentina
  • Emanuela Renzetti: Sulla pelle del villano; Museo Gente Trentina
  • Vittorio A. Sironi: Medicina popolare in Brianza; Cattaneo Editore, 1998
  • Eberhard Wolff: Medicina popolare: Dizionario storico della Svizzera

Voci correlateModifica

Terapia
Medicina
Farmaci
  • Farmaco galenico. Il farmaco galenico è un farmaco, preparato dal farmacista, che secondo la legge deve essere prescritto dal medico profesionista tradizionale, specificando soprattutto la dose di componente attivo,

la modalità (numero di compresse, pasti, ecc,) la via di somministrazione (compressa, capsula, polvere, supposta, clistere, ecc.) In certi casi (anche negli estratti dalle piante) il suo utilizzo può essere più delicato rispetto a quello di un comune farmaco dell'industria. Ad esempio la digitale (farmaco che aumenta l forza di contrazione cardiaca), viene estratta dalla pianta "digitalis purpurea", ha un indice terapeutico molto basso, con una gradazione di dosi molto stretta.

Fonti Modifica



de:Volksmedizin

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