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La terra dei fuochi è una vasta area della provincia di Napoli e della provincia di Caserta compresa tra i comuni di Qualiano, Villaricca, Giugliano, Orta di Atella, Caivano, Acerra, Nola, Marcianise, Succivo, Frattaminore, Frattamaggiore, Mondragone, Castelvolturno, caratterizzata dallo sversamento illegale di rifiuti, anche tossici, da parte della Camorra, e in particolare dal clan dei Casalesi.

In molti casi, i cumuli di rifiuti, illegalmente riversati nelle campagne, o ai margini delle strade, vengono incendiati dando luogo a roghi i cui fumi diffondono sostanze tossiche, tra cui diossina, nell'atmosfera e nelle terre circostanti. Dal 2010 nelle campagne campane, si sono verificati sversamenti di rifiuti industriali e di rifiuti tossici e nucleari provenienti dal nord Italia e dal nord Europa, in particolare hanno cominciato a incendiare rifiuti industriali nelle zone di Succivo, Caivano, Acerra e Giugliano, provocando un alto tasso di tumori che hanno colpito giovani donne al seno e alla tiroide, e moltissimi bambini si sono ammalati di tumore.

Il fenomeno è in crescita, ed interessa attualmente anche la provincia di Caserta ed altre aree della Campania e del Sud Italia.

Origine del nomeModifica

La presenza di roghi ha dato origine al nome terra dei fuochi[1]. Questo nome è stato usato da Roberto Saviano nel libro Gomorra come titolo dell'XI ed ultimo capitolo.

Attività di smaltimento illegale dei rifiutiModifica

Tra le attività di sversamenti, vi è l'eliminazione di materiali come copertoni o scarti di abbigliamento[2], provenienti da tutta Italia e non solo dalla Campania, o il recupero del rame dai cavi elettrici[3][4]. I roghi sono diventati più frequenti quando potevano essere confusi tra i numerosi roghi appiccati ai cumuli di immondizia durante la crisi dei rifiuti in Campania del 2007-2008. I carabinieri hanno accertato che solo tra gennaio e marzo 2007 sono stati incendiati in terreni agricoli 30.000 chilogrammi di rifiuti con un ricavo di oltre 118.000 euro[3]. Le dichiarazioni del pentito di mafia, Carmine Schiavone tra luglio e settembre 2013, hanno evidenziato come la Campania era destinata a diventare una discarica a cielo aperto, soprattutto di materiali tossici tra cui piombo, scorie nucleari, e materiale acido, che hanno inquinato le falde acquifere Campane e le coste di mare dal basso Lazio fino ad arrivare a Castelvolturno, dal quale si origina la famosa frase del boss dei Casalesi: che ci importa, ci beviamo l'acqua minerale.

Inquinamento dei prodotti agroalimentari Modifica

Vedi anche l'articolo "bufala campana#Allarme diossina e blocco delle importazioni Mozzarella_di bufala campana#Allarme diossina e blocco delle importazioni" sulla Wikipedia in italiano


L'inquinamento da diossina dei terreni è un assassinio differito perché si tratta di una sostanza mutagena, teratogena e cancerogena che infiltra le falde freatiche, le piante, i bovini fino a raggiungere la catena alimentare degli animali da allevamento e con certezza assoluta prima o poi raggiungerà anche l'essere umano.

Nel marzo 2008 furono riscontrate[5] presenze di diossina nel latte di bufale provenienti da allevamenti del casertano, attribuite all'inquinamento ambientale. A seguito di questi riscontri, che comunque riguardavano in maniera limitata gli allevamenti impiegati per produrre la mozzarella di bufala campana DOP[6], alcuni paesi, tra cui Corea del Sud e Giappone, bloccarono temporaneamente l'importazione della mozzarella campana. A seguito della notizia, la vendita di prodotti caseari della Campania è diminuita significativamente, non solo in Italia, ma anche all'estero[7][8][9].

NoteModifica

  1. Peppe Ruggiero. La terra dei fuochi a nord di Napoli in Nazione indiana. 29 settembre 2006. URL consultato in data 6 novembre 2008.
  2. 'Venti arresti per traffico illecito di riffiuti', articolo dal sito ilmediano.it del 19-12-2008.
  3. 3,0 3,1 Rifiuti, i veleni tra i campi verdi di Caivano, Afragola e Casoria in ecostiera on-line. 25 ottobre 2008. URL consultato in data 1º ottobre 2008.
  4. in napolinord. 14 settembre 2008. URL consultato in data 1º ottobre 2008.
  5. Mozzarella, limitate positività alla diossina. Il Governo dopo l'alt di Tokyo: no a psicoosi in Corriere della sera. 26 marzo 2008. URL consultato in data 6 ottobre 2008.
  6. Consorzio di tutela del formaggio mozzarella di bufala campana DOP. Comunicato stampa. 20 aprile 2008. URL consultato in data 6 ottobre 2008.
  7. Mandara: Mozzarella sana, ma vendite in calo in Il Denaro. 23 gennaio 2008. URL consultato in data 6 ottobre 2008.
  8. in Il Denaro. 15 gennaio 2008. URL consultato in data 6 ottobre 2008.
  9. La spesa al tempo dei rifiuti "Prodotti locali? No, grazie" in La Repubblica-Napoli. 16 gennaio 2008. URL consultato in data 6 ottobre 2008.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Fonti Modifica



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