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Per informazione alternativa si intende in genere la diffusione, attraverso media secondari come diffusione e/o credibilità rispetto ai mezzi di comunicazione di massa, di informazioni che si ritengono taciute o parzialmente "addolcite", travisate o fornite in maniera incompleta[1]

Disinformazione Modifica

Per disinformazione si intende la diffusione di notizie parzialmente o totalmente false o tendenziose, mescolata a notizie vere. Spesso la disinformazione è un fatto accidentale dovuto al mancato controllo delle fonti, con la conseguenza che si scrivono bugie. Se la notizia contrasta fortemente con la scienza nota e denota una forte mancanza culturale su uno specifico argomento da parte del giornalista, tanto dall'essere inverosimile, la notizia falsa può essere definita una "bufala". La disinformazione può anche consistere nel tacere su argomenti rilevanti per la salute o il portafoglio del vasto pubblico, concentrandosi su irrilevanti fatti di cronaca rosa che sono al limite della notiziabilità ("newsworthiness" degli anglosassoni).

Controinformazione Modifica

Per controinformazione (informazione che si oppone a qualcosa) si indica spesso quella proposta da alcuni movimenti d'opinione, tesa a contrapporsi a quella fornita dagli organi ufficiali, ritenuta parziale e non obiettiva riportate in modo parziale e non obiettivo dagli organi di informazione ufficiali e dalla gran maggioranza dei mezzi d'informazione privati (s.[2] Il termine viene utilizzato in Italia a partire dagli anni settanta (soprattutto in riferimento alla controcultura della contestazione giovanile del Nord America e Europa negli anni sessanta e anni settanta) ed è stato in seguito sostituito da altre espressioni quali informazione alternativa, mediattivismo ecc.

In genere, chi presenta la propria opera come "controinformazione" implica che i media di un certo paese (o altro ambito sociale e culturale) siano, in parte o totalmente, asserviti a interessi politici o economici e quindi non siano in grado di rappresentare oggettivamente la realtà dei fatti; in questo senso la controinformazione è in genere associata a una denuncia di censure e di limiti alla libertà d'informazione. Il termine disinformazione viene talvolta usato per enfatizzare l'idea che i mass media convenzionali facciano propaganda e che quindi l'informazione da essi fornita debba essere smantellata (dis-informando il pubblico per poterlo poi contro-informare).

Cosa succede quando i giornalisti o gli editori si ribellano ai loro padroni Modifica

Qualche volta la proprietà (o il governo) lascia correre, altre volte l'editore, il direttore, e buona parte della redazione vengono licenziati in tronco, come accade con il giornale giapponese Asahi Shimbun, che denunciò la presenza di alti livelli di radioattività in Giappone, in seguito al disastro nucleare di Fukushima. [3] Quel che rimase della redazione, pubblicò una ritrattazione delle notizie, allegando una lettera di scuse. Questa è la "libera stampa" di un paese capitalistico affiliato all'Occidente. Ma la Francia non è molto meglio.

Come vengono elaborati giornali e televisioni Modifica

In genere in un qualsiasi organo di stampa o media radiotelevisivo o internet, si trovano mescolate sia notizie provenienti dalle grosse agenzie internazionali (Associated Press, Reuters, ANSA, ecc.) che sono definite "mainstream"; notizie di fatti secondari a livello locale che spesso sono molto obiettive; inchieste giornalistiche anche molto serie; notizie di controinformazione che difendono gli interessi della proprietà del giornale e attaccano quelli di una parte percepita come "avversaria"; notizie secondarie di cronaca sportiva, di cronaca rosa o nera, in cui spesso è accentuato il "colore locale" (ad es. si protesta per un rigore negato nel calcio); qualche volta si leggono notizie non controllate che non rispondono al vero; e spesso si fanno campagne contro le persone, più che altro politici, che possono debordare nella calunnia.

Nel mondo occidentale, molte fonti che si autodefiniscono portatrici di "controinformazione" (o di "informazione alternativa") implicano che l'informazione sia asservita ai grandi poteri economici (ancora prima che a quelli politici). In questo caso la controinformazione può essere intesa come uno dei mezzi della contestazione no global.[4]

Chi si propone di fare controinformazione non necessariamente presuppone la "corruzione" dei media convenzionali, ma può semplicemente ritenersi detentore di una visione "corretta" della società, della politica o della storia, ignota ai più o osteggiata (per vari motivi) dalla cultura dominante. A tale categoria fanno riferimento anche i fautori di numerose teorie del complotto.

Negli ultimi anni Internet rappresenta uno dei media più facilmente accessibili a coloro che si propongono di "fare controinformazione".

Nel panorama italiano uno dei fenomeni di controinformazione di maggiore risonanza è rappresentato dalle iniziative di Beppe Grillo, il cui blog riceve decine di migliaia di accessi ogni giorno e viene citato da fonti internazionali come uno dei siti Internet più visitati, primo in Italia per numero di link entranti e tra i primi al mondo secondo Technorati[5] e secondo un recente studio del quotidiano britannico The Observer.

Note Modifica

  1. http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/C/informazione:alternatica.shtml
  2. http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Italiano/parola/controinformazione.aspx?idD=1&Query=controinformazione
  3. http://rallyagainstomalley.com/japanese-newspaper-retracts-fukushima-disaster-report-fires-editor/
  4. Marzia Antenore, No luogo: movimenti collettivi, no global, gruppi di pressione nel cyberspazio, Pellegrini, 2005, pag. 26. ISBN 8881012375, ISBN 9788881012374
  5. Scheda del blog di Beppe Grillo su Technorati

Bibliografia Modifica

Fonti
Per approfondimenti

Voci correlateModifica

Alcuni siti di controinformazioneModifica

Indice : Su - A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

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Dopo il crollo dell’URSS e il contestuale tramonto del movimento operaio occidentale, nelle forme del neoliberismo, della globalizzazione e del militarismo, si rafforzò la spinta espansionistica dell’...

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