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Il male dell'anima

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Il male dell'anima è un libro scritto da Baroukh M. Assael e Giuliano Avanzini pubblicato nel 1997.

« Soprattutto nell'Ottocento, l'epilessia è una terra di confine; [...]non si tratta solo di una malattia del cervello: secondo una certa interpretazione dell'epilessia, e della malattia più in generale, l'epilettico diventa il prodotto

di una tendenza atavica alla morbosità, alla degenerazione fisica e psichica »

(M. Assael Baroukh e Giuliano Avanzini, tratto da Il male dell'anima)

Il libro si propone di analizzare in dettaglio, con particolare riferimento al contesto storico del Novecento, le diverse accezioni culturali ed interpretazioni scientifiche assunte dal fenomeno epilettico. Secondo la celebre definizione di Assael e Avanzini infatti, l'epilessia non dovrebbe essere considerata esclusivamente una malattia al pari di analoghe manifestazioni patologiche (quali disturbi prettamente fisici o afferenti la sfera psichica), quanto una autentica categoria sindromica per la sua spiccata tendenza ad investire ambiti non strettamente fisici ma correlati all'impalcatura psicologica dell'individuo.

L'epilessia diverrebbe quindi, secondo questa teoria, il Male dell'Anima poiché in grado di corrodere intimamente l'interiorità dell'individuo, conducendolo ad una progressiva labilità psicofisica e gettandolo in una condizione esistenziale di prostrante insicurezza costantemente attentata dallimprevedibilità di raptus repentini.

Partendo da questa considerazione, il saggio si propone di ricostruire ed analizzare in senso diacronico le diverse declinazioni culturali assunte, sulla base della contestualizzazione storica, dal fenomeno epilettico, oggetto di studi approfonditi ma anche di controverse interpretazioni (si pensi a quando nel Medioevo il malato epilettico veniva relegato ai margini della società perché ritenuto affetto da possessione diabolica), esaminando soprattutto le proteiformi implicazioni che assume la sindrome nel contesto novecentesco, dominato da una Dottrina della Degenerazione che condanna irrimediabilmente all'oblio ogni destabilizzante epifania di diversità proprio in virtù del suo inconsueto impeto discordante con il "perfettibile" quotidiano.

File:EEGpatologica.jpg

Nella prima metà del Novecento addirittura le crisi epilettiche vengono confuse con generiche manifestazioni di tipo isterico, poiché l'interesse non diffuso per lo studio di questa malattia non spinge ad analisi approfondite ed accurate sulla specificità della sintomatologia in esame.

Successivamente invece non solo si giunge ad una totale separazione delle due manifestazioni patologiche, ma si passa alla distinzione sistematica delle varie tipologie (acquisite o congenite) che caratterizzano il fenomeno epilettico: vengono individuati con precisione i focus epilettogeni che generano le crisi convulsive e, gradualmente, si passa alla sperimentazione di tecniche e strumenti farmaceutici atti ad inibire aree cerebrali potenzialmente dannose.

Il libro mette in luce proprio come l'accuratezza metodica degli studi della seconda metà del Novecento non solo conduca ad una maggiore conoscenza della complessità problematica del morbus epilettico, ma indirizzi anche verso l'attuazione di strategie terepeutiche via via più efficienti, tenendo sempre in considerazione il legame stretto ed indissolubile che la patologia epilettica manifesta con la sfera psichica dell'individuo, il quale sperimenta quotidianamente, attraverso l'accesso ad una dimensione che sfugge totalmente alla coercizione ferrea del controllo razionale, la difficoltà di conciliare, in un sano equilibrio stabile, tensioni fisiche e slanci emotivi.

Indice del libroModifica

Parte prima: l'epilessia come modello della degenerazione (di Baroukh M. Assael)Modifica

- L'epilessia nella cultura dell'Ottocento - L'Ottocento e il mutamento sulle conoscenze dell'epilessia - L'epilessia nella dottrina della degenerazione - L'epilettico, prototipo del proteo degenerativo del Tonnini - Il programma scientifico della "Rivista Sperimentale di Freniatria e Medicina Legale" - L'atteggiamento sociale di fronte al folle e all'epilettico - L'epilessia nel grande progetto di rigenerazione umana - Epilessia e isteria: un divorzio tardivo - L'epilettico di Cesare Lombroso, tra follia, genio e crimine - Freud e dopo


===Parte seconda: L'epilessia come espressione di disfunzione cerebrale (di Giuliano Avanzini) ===

- L'enigma della funzione del cervello: animisti e iatromeccanici - La rana di Galvani e la pila di Volta - Olisti e localizzazionisti: il cervello come struttura operativa unitaria o insieme di strutture funzionalmente specializzate - John Huglings Jackson: sintesi e anticipazioni - Segnali dal cervello: la scarica elettrica rivelata - Fondazione della clinica delle epilessie su base biologica - Meccanismi di generazione dei segnali normali e patologici e loro trasmissione nel sistema nervoso centrale

Parte terza: cause e rimedi (di Giuliano Avanzini) Modifica

- Le cause dell'epilessia: da Tissot a Jackson ai giorni nostri - L'epilessia idiopatica - La cura

Fonti Modifica



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