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Greenpeace
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Nome: Greenpeace Italia
Fondazione: 1986
Roma (Italia)
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Personaggi chiave:
Presidente: {{{presidente}}}
Vicepresidente: {{{vicepresidente}}}
Organi dirigenti:
Area di attività: Italia - Mediterraneo
Sede centrale:
Sedi:
Sito ufficiale: www.greenpeace.org/italy/it

Greenpeace Italia è l'ufficio italiano di Greenpeace e rappresenta Greenpeace in Italia, è affiliato con tutti gli altri uffici nazionali a Greenpeace International.

È nato nel 1986 come primo ufficio nel bacino del Mediterraneo anche per riconoscenza verso la grande solidarietà dimostrata dai sostenitori italiani in seguito alle vicende legate all'affondamento della Rainbow Warrior in Nuova Zelanda nell'anno precedente da parte dei servizi segreti francesi. Per David McTaggart, uno dei fondatori di Greenpeace, che ha partecipato anche alla nascita dell'ufficio italiano, si trattava di una tappa importante per espandere l'associazione nel Mediterraneo. All'epoca, Greenpeace era radicata principalmente in Nord Europa, Nord America e Pacifico e si preparava invece a diventare un'organizzazione davvero globale. Aprire un ufficio in Italia significava lanciare un ponte verso il Medio Oriente e il mondo arabo, così come il nuovo ufficio in Unione Sovietica – inaugurato in quegli stessi anni – serviva a creare un legame con tutta quella parte di Europa orientale a lungo vissuta al di là del muro.

Greenpeace nasce in Italia a pochi mesi dal disastro di Cernobyl, mentre si preannuncia il referendum (poi svoltosi nel 1987) sull'uso dell'energia nucleare e la realizzazione di nuovi impianti. Non a caso, la prima azione nella penisola è contro l'invio delle scorie nucleari della centrale di Borgo Sabotino (Latina) a Sellafield.
Già nel 1986, gli attivisti inscenano un'azione di protesta contro la nave Shearwater, mentre l'anno successivo viene scalata la stessa centrale con un blitz che segna l'inizio di una serie di azioni non violente, spettacolari, che negli anni avranno come bersaglio la corsa agli armamenti, l’industria chimica, il traffico di legname, la pesca illegale, il buco dell'ozono, i cambiamenti climatici, la caccia alle balene, l’inefficienza del sistema energetico.

Fin dalla sua nascita, Greenpeace è anche molto attiva nella denuncia del traffico di rifiuti tossici prodotti dalle industrie italiane e illegalmente trasportati in Africa da navi pirata, come la famigerata "nave Zenobia": un tema che domina le cronache degli ultimi anni Ottanta e sul quale indagheranno anche molti giornalisti coraggiosi, tra cui Ilaria Alpi, poi assassinata a Mogadiscio insieme al cameraman Milan Hrovatin. Denuncia, informazione, azione: sono questi i principali ingredienti di Greenpeace, quelli che hanno permesso ai sostenitori italiani di crescere da alcune migliaia agli attuali più di 50 mila.

Oggi, l'ufficio italiano ha sei campagna aperte – energia e clima, nucleare, foreste, mare, inquinamento, Ogm – alle quali associa il tradizionale impegno contro gli ordigni atomici e a favore del disarmo.

Collegamenti interniModifica

Collegamenti esterniModifica

"Banditi del Clima"Modifica

AltriModifica

Fonti Modifica



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