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Con il termine bioraffineria si indica una serie di processi ecosostenibili tesi a sfruttare estensivamente una fonte organica per la produzione di biomolecole, composti chimici, o biocarburanti. L'utilizzo di una fonte organica, in alternativa alle risorse fossili, intende creare un circuito positivo che permetta agli scarti agro-industriali di essere reinseriti nella filiera produttiva di composti utili all'uomo.

Nascita del concetto di bioraffineria

Con la diminuzione della disponibilità di molte fonti primarie ad un prezzo ragionavolmente basso (come ad esempio il petrolio), la ricerca di vie alternative per la produzione di composti del più comune uso nella società odierna ha spinto a riconsiderare il valore di alcuni scarti industriali (1). Tale emergenza si è unita negli anni alla consolidata preoccupazione del forte impatto ambientale che alcuni di questi sottoprodotti ha avuto sull'ambiente, imponendo sia un limite nel loro rilascio che un costo per il loro smaltimento. La ricerca di soluzioni sostenibili a queste problematiche ha inizialmente prodotto una serie di studi e tecnologie volte a ridurre l'impatto ambientale di alcuni scarti, ove possibile, ricavandone al contempo nuove materie prime o composti di interesse industriale. Riconoscendo nello scarto nient'altro che una risorsa posta nel luogo sbagliato, numerosi studi scientifici ad oggi propongono il concetto di bioraffineria della gestione del rifiuto come una valida alternativa per sfruttare estensivamente le molecole di cui esso è composto, attraverso una serie di processi integrati interessati a valorizzare componenti diverse del rifiuto. Tali processi possono essere di recupero, nel caso in cui tali composti siano naturalmente presenti nel refluo, o di conversione nel caso in cui nel refluo sia presente il precursore del composto di interesse. Cercando delle soluzioni affidabili per trasformare un rifiuto in una risorsa, le bioraffinerie hanno come scopo: 1) ridurre o annullare l'impatto ambientale degli scarti industriali impiegati; 2) generare nuovi prodotti per l'industria con processi ecosostenibili.

È importante sottolineare che la produzione di materie prime biocompatibili, ecosostenibili ed a basso costo perpetrata dalla bioraffineria intende fondamentalmente recuperare scarti industriali, e non entrare in competizione con la produzione di altre materie prime. Tale approccio è cruciale per evitare casi quali ad esempio quelli determinati dalle monocolture agroenergetiche, che hanno visto competere direttamente il settore alimentare con quello energetico.

Prodotti derivanti dalle bioraffinerie

Fra i più frequenti esempi di prodotti derivati dall'impiego di materiali di scarto all'interno di processi integrati, ci sono:

  1. combustibili (biodiesel, bioidrogeno, biometano, etc);
  2. materie plastiche (come le olefine o i biopolimeri);
  3. antiossidanti (di interesse farmaceutico o cosmetico);

Le bioraffinerie oggi

Allo stato attuale, la ricerca scientifica e l'applicazione industriale delle bioraffinerie sono ancora allo stato embrionale: qualora, cioè, alcuni prodotti siano stati individuati, e le tecnologie produttive appurate, la sostenibilità economica e l'up-scale a livello industriale sono quasi sempre da dimostrare. Ad ogni modo, la comunità europea ha introdotto all'interno dei bandi di progetto del Settimo Programma Quadro, specialmente nella sessione KBBE (Knowledge-Based Bio-Economy, Economia biologica basata sulla conoscenza) il termine chiave "bioraffineria" come elemento da implementare nei progetti di ricerca dei prossimi anni.

Voci correlate

Collegamenti esterni

Fonti



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