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BAOBAMB Project

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Il BAOBAMB project, come dice il suo nome, che integra come radice BAOBA (intendendo l'albero del Baobab) con BAMB (come la pianta del Bamboo) è un progetto per il miglioramento della gestione dell'acqua piovana nelle zone semi-desertiche, basandosi su una particolare architettura e strategia di utilizzo di determinate piante, che partendo dal Madagascar dovrebbe proseguire in Eritrea ed Etiopia per passare successivamente al Sud-Sudan e da lì ad altre regioni del Sahel.

Il baobab possiede un gigantesco tronco cavo che costituisce un buon deposito di acqua piovana (che concentra con le sue foglie e "serbatoio") e grazie alle sue estese radici assorbe l'acqua piovana che si perderebbe per andare nella falda freatica. Alcune specie hanno frutti commestibili.

Il bambù cresce molto velocemente anche in acque stagnanti e inquinate, può essere utilizzato come tubi per portare l'acqua dal baobab-serbatoio alle case. Inoltre il bambù può essere utilizzato per la costruzione (con pochissime elaborazioni e tagli rispetto al legno) e per moltissimi altri usi: fibre tessili, mobili, bicchieri, ecc. Si può sviluppare una intera economia a bambù.

Ragazza in foresta Baobab.jpg

Piccola foresta di Baobab

Risorse necessarieModifica

Il progetto è estremamente economico nelle sue necessità, nella sua versione basica richiede qualche guarnizione in plastica, fil di ferro, igrometri, pluviometri, grossi secchi, grossi teli in plastica e qualche scavatrice meccanica, pale e picconi.

Nella versione più costosa, sono necessari impianti fotovoltaici, pompe elettriche tubature in PE oppure in PET, scarichi in PVC. Anche il materiale necessario per costruire qualche struttura in acciaio o cemento (come piccole dighe o serbatoi d'acqua).

Per il trasporto logistico, servirebbero vecchi aerei Hercules, camion, gru. Tutti questi materiali dovrebbero essere donati dalle industrie produttrici, che in cambio potrebbero fregiarsi del marchio BAOBAMB.

Alberi potenzialmente utili al progetto Baombamb Modifica

  • Baobab (Adansonia) - Costituisce un gigantesco serbatoio d'acqua, una diga e una barriera a crolli di montagne.
  • Bambusacee - I tronchi di bambù servono praticamente per fare qualsiasi cosa, ma in questo specifico progetto sono utilizzati come tubature d'acqua, come contenitori e come sostegni a vari tipi di impalcatura. Il bambù ha bisogno di molta acqua, anche inquinata, ma la può trovare alla fine dei torrenti, nel delta dei fiumi, nelle zone salmastre. Dense foreste di bambù agiscono da filtro ai contaminanti naturali (fecali, ecc.) e permettono di filtrare buona parte degli inquinanti che possono defluire verso un lago o il mare.
  • Eucalipto - Albero australiano resistente agli incendi, alla siccità e persino al congelamento.
  • Ficus macrophylla - Albero del sud dell'Australia, con lunghissime radici che si elevano sul terreno, costituendo mini-dighe. Inoltre forniscono il loro gustoso frutto, il fico.
  • Hevea brasiliensis - Come fonte di caucciù per costruire raccordi in gomma, contenitori, guanti, pneumatici, preservativi, tettarelle e altri oggetti sanitari.
1467013-On the road from Gabes to Gafsa Gabes.jpg

Olive trees on the road from Gabes to Gafasa [1]

  • L'Olivo oltre resistere abbastanza alle gelate, può resistere anche alla siccità di ambienti desertici. Vi si estraggono le olive, l'olio d'oliva (che protegge dal colesterolo) e l'olio di sansa, utile per le fritture ma anche per alimentare il motore diesel.
  • Mais ibrido, resistente alla siccità, selezionato e perfezionato da Roswell Ganz
  • Il Miglio resiste molto alla siccità, è utile nell'alimentazione degli uccelli e per produrre farine.
  • Salsapariglia - Dalle radici tenaci, che impediscono l'erosione lungo i pendii di monti e montagne.

Vantaggi per l'OccidenteModifica

  1. Assorbimento della CO2 (determinato principalmente dalla coltivazione del bambù)
  2. Costituzione di una politica di aiuto diretto popolazione (ditte)--> popolazione, saltando l'intermediazione (e gli interessi industriali e la corruzione) dei governi e di alcune ONG.
  3. Ad un certo punto queste conoscenze, semi, tecniche e tecnologie si diffonderanno "a macchia" d'olio, per il fatto che praticamente quasi nualla deve arrivare dall'estero, serbatoi, tubature e giunti si auto-producono, partendo dal sole, dall'acqua e dalla CO2 atmosferica.

Vantaggi per l'AfricaModifica

  • Maggiore disponibilità di acqua (e di zone ombreggiare), grazie al Baobab.
  • Maggiore disponibilità dell'economico materiale da costruzione costituito dal Bambù.
  • In una prospettiva a lungo termine, possibilità di completa autosufficienza.

Potenzialità di ciascuna specie vegetaleModifica

Baobab Modifica

L'albero del BAOBAB costituisce un autentico serbatoio d'acqua naturale, le sue foglie formano una specie di imbuto di captazione che veicola l'acqua verso l'interno del gigantesco tronco (semi-cavo) e le radici, molto profonde, recuperano l'acqua che potrebbe perdersi nella falda freatica, correndo anche il rischio di andare incontro a qualche inquinamento.

Bambù Modifica

Il BAMBU' è un materiale da costruzione eccellente (molto leggero, cresce velocemente, assorbe moltissima più CO2 rispetto ad altre piante, utilizza acqua anche stagnante, spesso proveniente da fognature e discariche).

Il Bambù, perforato all'interno, costituisce un sistema perfetto di tubature per portare l'acqua dal serbatoio-baobab verso le case.

  • hyllostachys mannii - Il bambù dorato è l'ideale per costruire canne da pesca che potranno essere impiegate per pescare attorno ai mari in isole desertiche. Richiede poca acqua.
  • Bambusa multiplex - Il bambù di Alphonse Karr riesce a crescere con davvero poca acqua. Resiste a temperature appena sotto lo zero, ma non troppo basse.
  • Bambusa oldhamii - Questa specie di bambù è davvero massiccia, con rami che raggiungono i 10 centimetri di diametro e i 15 metri di altezza, ideali per costruire ponti, tetti e intere case. Sopravvive soltanto sopra i 10° centigradi.
  • http://it.ekopedia.org/Economia_a_bambù

Albero del caucciù Modifica

Miglio Modifica

Olivo Modifica

Benché l'olivo sia una pianta tipica del sud dell'Europa, se sottoposto all'irrigazione a goccia (come in Israele) riesce a sopportare la siccità e il caldo dell'Africa (più adatto alle zone di collina e media montagna rivolte verso est, sud e ovest), e fornisce le olive e l'olio di oliva per uso alimentare e cosmetico, estremamente protettivo nei confronti delle malattie aterosclerotiche, nonché perfetto come linimento per la pelle, anche dei bambini molto piccoli. In effetti la pioggia e l'umidità eccessiva del terreno danneggiano la pianta, che in Europa spesso necessita di drenaggi a tubi o a canali. I terreni migliori sono quelli di derivazione calcarea, pietrosi, che si trovano anche in Africa, ad esempio lungo la costa dell'Egitto e della Libia.

Le qualità peggiori, ossia le più acide (provenienti da terreni acidi e siccitosi) di olio d'oliva possono essere impiegate come combustibile in vari tipi di lampada ad olio, e addirittura come carburante per il motore diesel. Questa opzione potrebbe dar luogo ad una economia verde sostenibile a lungo termine, che abbinata ai bassi consumi dell'auto ibrida in alluminio potrebbe permettere di prolungare la vita utile dell'industria dell'auto per milioni di anni e non per i 100 anni che consentirebbe il petrolio.

Questi alberi "saltano" alcuni anni nella produzione di olive, arrivando ad un optimum soltanto dopo il decimo anno, e negli anni buoni questi forniscono rese minori per ettaro rispetto al mais, alla colza e al girasole, ma si risparmia l'aratura e la semina (che consumano carburante e macchine agricole), l'utilizzo di concimi negli anni successivi è basso (es. 50–100 t di letame ad ettaro), le quantità di acqua necessarie sono minime. Infine la raccolta delle olive richiede una gran quantità di mano d'opera a basso costo che in Africa è sovrabbondante. La spremitura delle olive avviene con macine a freddo che non richiedono alte temperature e dunque combustibile [2].

Gli ulivi stabilendo radici molto più profonde rispetto a quelle del mais e del girasole, consolidano il terreno prevenendo l'erosione e la successiva desertificazione, in effetti gli ulivi resistono in condizioni che uccidono le piante graminacee.

Integrazione con altre pianteModifica

Il sistema potrebbe integrarsi con altre coltivazioni, come la Salsapariglia, (che con la sua rete di spesse radici impedisce l'erosione del suolo in pendenza). La coltivazione di leguminose, come le lenticchie, permette di recuperare il ferro, costituendo una valida alternativa alla carne. Anche le fave, sono un'eccellente fonte di proteine.

Altri sistemi potrebbero comprendere la costruzione di terrazzamenti per risaie, che permettono un'eccellente gestione delle acque nei monti.

Integrazione con tecnologie minori a emissioni zero di CO2Modifica

Fotovoltaico-termicoModifica

Un altra potenzialità di BAOBAMB, nelle zone tropicali e sub-tropicali è quella dell'integrazione con il solare fotovoltaico, ma anche con i pannelli del solare fotovoltaico-termico (ad esempio quelli prodotti dalla ditta Beghelli, che asportano con tubi pieni di fluido il calore in eccesso da dietro le celle, in questo modo proteggendole dall'eccessivo calore che fa durare meno le celle FV).

Mini-eolicoModifica

In zone ventose, come colline vicine ai mari, passi, ecc. si possono installare anche aerogeneratori mini-eolici, ma la loro efficienza dipende moltissimo da un accurato studio dei venti nella zona.

Mini-idroelettricoModifica

Il progetto BAOBAMB è diretto principalmente a zone semi-aride, di savana, o di steppa. In alcune di queste zone si verificano brevi periodi di intensissime piogge, che formano torrenti, che possono travolgere i campi, provocando danni a immobili e infrastrutture, oltre che alle persone ed erosione dei suoli.

Benché spesso i bacini idrici sono una fonte di perdita delle acque (per evaporazione e filtrazione), in alcune aree potrebbe essere conveniente la costruzione di mini-dighe, per produrre energia elettrica.

Alcune di queste basse dighe potrebbero essere costruite con uno scheletro in bambù plastificato e rivestimento con fango particolarmente argilloso.

In certi casi si potrebbe recuperare la plastica del nord del mondo, per costruire intrecci resistenti, teli di plastica per impermeabilizzare, ecc.

Note Modifica

  1. Source: MEMBERS.VIRTUALTOURIST.COM: "On the road from Gabès to Gafsa"
  2. Di cosa parliamo precisamente quando parliamo di olio (1)

Voci correlateModifica

Collegamenti esterni Modifica

in generale Modifica

Baobab Modifica

Bambù Modifica

Miglio Modifica

Tamarindo Modifica

Ulivi Modifica



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