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L’anarchismo verde è una corrente dell'anarchismo che nasce per coniugare la salvaguardia dei sistemi ecologici con le esigenze libertarie dell’anarchismo ed è una risposta alla crisi dell’ecologismo tradizionale, ormai non più capace di affrontare e risolvere i problemi della Terra.

Bandiera-anarchismo-verde

Bandiera dell'anarchismo verde

Cos’è l’anarchismo verde. Origine, influenze e sviluppoModifica

Questa radicale filosofia affonda le sue origini nelle riflessioni naturaliste e sociali di Reclus, Kropotkin e nella tradizione ecologista americana "capeggiata" da H.D.Thoreau.

L’anarchismo verde è un insieme di teorie politiche che ha ricevuto influenze dal femminismo, dall’individualismo, dal situazionismo, dal surrealismo, dal luddismo e dalle lotte indigene; si caratterizza essenzialmente per le pratiche d’azione diretta e antiautoritarie. Esistono numerose tendenze, le più importanti delle quali sono: l’eco-anarchismo, l’ecologia sociale, l’ecologia profonda e l’anarco-primitivismo.

Gli “anarchici verdi” si oppongono all’antropocentrismo e alla tecnologia (o quanto meno all’uso inappropriato delle stesse), propugnando una profonda e intima connessione dell'individuo con la natura. L'individualità viene quindi percepita come uno dei tanti elementi dell’universo, ognuno dei quali unico e indispensabile, senza alcuna gerarchia d'importanza; secondo molti individualisti questo sarebbe anche un modo per percepire l'unicità della propria esistenza, permettendo l'inizio della propria emancipazione individuale. Dall’anarchismo verde si sono poi sviluppate filosofie e pratiche di vita tra loro molto diverse, ma tutte accomunate dalla volontà di intraprendere un rapporto armonico con la natura: il vegetarismo, il naturismo, l’eco-femminismo, la permacultura, gli ecovillaggi, il municipalismo libertario ecc.

Negli '60 e '70 è stato attivo un coordinamento internazionale di "anarchivi verdi" chiamato Green Anarchist International Associaton (GAIA), poi divenuto la sezione verde dell'IFA nel 1982. La Green Anarchist International Associaton nel 2002 ha provveduto ad elaborare un manifesto eco-anarchico allo scopo di celebrare il ventennale della rete.

L'anarchismo verde in Gran BretagnaModifica

La Gran Bretagna, insieme agli USA, è la terra d'origine e di diffusione dell’anarchismo verde. Il suo sviluppo è stato parallelo alla nascita di una serie di riviste, espressione del radicalismo verde, in particolare di Green Anarchist.

PremesseModifica

Le prime idee anarchiche verdi di un certo rilievo comparirono in un opuscolo, pubblicato nel 1976, dell’inglese Richard Hunt, in cui venivano analizzate le cause della devastazione ambientale, attribuite «all’origine della parcellizzazione del lavoro; la formazione dei monopoli; il dominio dell’uomo sull’uomo; rapporto nord-sud del mondo; l’autogestione delle risorse naturali come mezzo di emancipazione dei popoli ecc.»

Le sue idee furono considerate troppo radicali dal The Ecology Party (primo partito ecologista inglese fondato nel 1976), con cui collaborava, per questo nel 1983 fuoriuscì dal partito e si aggregò ad altri "transfughi" che avevano fondato ad Oxford il giornale «Linea Verde».

Richard Hunt entrò presto in conflitto con John Carpenter, ideatore di questa rivista, e non contento della linea editoriale partecipò, nel 1984, alla creazione di un nuovo giornale che si sarebbe dovuto distinguere per le idee anarchiche ed ecologiste: Green Anarchist (anarchismo verde).

La fondazione di Green Anarchist Modifica

Il nucleo portante del nuovo giornale fu costituito da Richard Hunt e da Marcus e Alan Albon. Questi ultimi erano attivisti dei movimenti di massa e di quelli pacifisti ghandiani che utilizzavano soprattutto la disobbedienza civile come metodo di lotta. Nel collettivo di Green Anarchist trovarono posto anche esponenti del movimento punk, dell’insurrezionalismo ecologista e della liberazione animale.

Furono proprio le divergenze sull’uso della violenza a provocare la fuoriuscita dei due Albon dal gruppo di Green Anarchist. A questo punto Hunt prese il controllo totale del giornale, assumendo atteggiamenti autoritari e a volte inaccettabili: iniziò ad attaccare i pacifisti, le femministe, i vegetariani e in generale tutti quelli che osavano criticare le sue posizioni.

Hunt si scontrò violentemente anche con gli esponenti dell’anarchismo classico che vedevano la rivoluzione arrivare dallo scontro “capitale-lavoro”, contrariamente a lui che vedeva nei contadini del terzo mondo l’avanguardia rivoluzionaria che avrebbe poi contagiato il ricco occidente.

Il secondo gruppo editoriale di Green Anarchist Modifica

L’arroganza autoritaria di Hunt provocò la fuga di molti suoi collaboratori, con conseguente perdita di credibilità della rivista, ma per fortuna nel 1988 arrivarono nuove menti a rivitalizzare il giornale. In particolare due di questi, Laughton e Rogers, diffusero il principio dell’azione diretta. Questo secondo gruppo editoriale cercò una maggiore visibilità mediatica rilasciando interviste d’appoggio alle azioni violente, soprattutto di quelle compiute dai gruppi legati alle lotte antispeciste.

Nel 1990 Laughton venne sostituito da Kevin Lano, un anarchico co-fondatore del “Movimento di liberazione sessuale anarchico”; Richard Hunt, pur di mantenere il controllo del giornale, assunse via via posizioni sempre più “a destra”, sostenendo le più bieche idee maschiliste e addirittura quelle nazionalistiche di Troy Southgate, un nazional-anarchico membro fondatore del British National Front e dell'International Third Position.

Finalmente isolato dagli altri membri del collettivo, Hunt fu costretto ad andarsene e a fondare nel 1991 un un nuovo giornale, «Alternative Green», a cui collaborò per un certo periodo anche Troy Southgate.

La svolta primitivista di Green Anarchist Modifica

La redazione di Green Anarchist, appena Hunt fuoriuscì dal gruppo editoriale, integrò le idee dell’anarchismo verde britannico con quelle nord-americane (ecologia profonda, ecologia sociale e primitivismo).

Il risultato di questa operazione fu la spinta verso posizioni primitiviste, esplicitate nell’editoriale "n° 29" del giornale in cui si potè leggere: «Green Anarchist è ora libero di promuovere una prospettiva più primitivista». In questo periodo Green Anarchist "ospitò" articoli di Bob Black, John Zerzan e Fredy Perlman; furono espressi pareri favorevoli alle iniziative di Theodore Kaczynski e di altre pratiche d’azione violenta, stringendo anche solidi rapporti con l'Animal Liberation Front.

Le divergenze interne al collettivo hanno portato nel 2000 uno dei fondatori di Green Anarchist a fondare la rivista americana Green Anarchy.

NoteModifica


BibliografiaModifica

Walden Thoreau

Copertina in inglese di Walden, vita nei boschi

Voci correlate Modifica

Collegamenti esterniModifica

Fonti Modifica




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