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Alexander Langer (Vipiteno, 22 febbraio 1946 – Firenze, 3 luglio 1995) è stato un politico, scrittore e giornalista italiano.

Esponente, dall'inizio allo scioglimento, dell'organizzazione comunista Lotta Continua (fu anche l'ultimo direttore dell'omonimo quotidiano), poi tra i fondatori del partito dei Verdi italiani, è stato promotore di numerosissime iniziative per la pace, la convivenza, i diritti umani, contro la manipolazione genetica e per la difesa dell'ambiente. Tra i fondatori del movimento che in seguito diventerà Legambiente.

BiografiaModifica

Alexander Langer nacque in una famiglia borghese, laica e liberale. Il padre, di origini ebraiche, era un medico viennese e la madre una farmacista tirolese. [1] Le vicende storiche della regione avevano provocato una netta separazione e, frequentemente, un odio di origine etnica tra la comunità italiana e quella tedesca, ma il clima che si respirava in casa Langer era decisamente controcorrente. I genitori frequentavano amici italiani e volevano che i figli conoscessero bene entrambe le lingue. Così il giovane Alex frequentò un asilo italiano.

Il giovane Alex, appena la sua giovane età glielo permise, sentì la peculiarità della sua situazione e le differenze con l'ambiente esterno. E la percezione del fenomeno si fa più forte negli anni successivi quando si trasferisce a Bolzano dove visse presso parenti in un quartiere italiano e dove frequenta le scuole medie e il liceo classico in lingua tedesca presso i francescani. Inizia così ad interrogarsi sull'appartenenza comunitaria e sul rapporto tra culture diverse.

Una prima e fondamentale risposta ai suoi interrogativi la trova a diciotto anni quando, insieme ad altri amici, crea un gruppo di studio, a cui si lega una rivista, comprendente ragazzi di lingua madre tedesca, italiana e ladina. Si confrontano tra loro superando gli stereotipi della cultura ufficiale e sperimentando, sia pure nelle piccole dimensioni del gruppo, un ideale di convivenza.

È un'esperienza che segna profondamente il giovane Langer che, anche molti anni dopo, ne farà un fulcro della propria azione pacifista: «quando mi trovo di fronte ad un conflitto di natura etnica, mi metto per prima cosa a vedere se esiste qualche gruppo che riesca a riunire al proprio interno persone dell'uno e dell'altro schieramento (...) L'esperienza di un gruppo inter-etnico, o se volete del gruppo pilota che accetta di sperimentare su di sé le possibilità e i limiti, i problemi della convivenza interetnica, per me rimane una cosa assolutamente determinante». [2] È la sintesi non solo di un modo di approccio sperimentato anche in situazioni belliche o post-belliche, ma è una principio che guida la vita stessa di Langer con la sua inesauribile ricerca di relazioni, di contatti volta a costruire ponti per superare la conflittualità.

Da giovane cattolico, espresse l'intenzione di consacrare religiosamente la sua vita, ma non lo fece per l'opposizione dei genitori. Si laureò a giurisprudenza presso l'Università di Firenze. Negli anni degli studi universitari conobbe don Lorenzo Milani.

Negli anni '70 militò in Lotta Continua, lavorando presso l'omonimo giornale e in Germania, cercando contatti con la realtà tedesca, in particolare con gli emigrati italiani. Terminata anche quell'esperienza politica ed esistenziale tornò in Provincia di Bolzano.

Tra le tematiche al centro della sua attenzione intellettuale e del suo agire politico erano la situazione nell'Alto-Adige ed in particolare il rapporto tra le diverse comunità linguistiche; le problematiche internazionali, il rapporto tra nord e sud del mondo, la situazione dei paesi dell'Europa dell'est e i problemi di convivenza nelle aree di crisi; gli interrogativi sul senso e la dinamica dell'unificazione europea.

Altrettanto fondamentale ed innovativo fu il contributo dato alle tematiche ambientali e al suo movimento, fu tra i fondatori negli anni ottanta del movimento politico dei Verdi in Italia ed in Europa. Come pochi altri, ha cercato un senso vero ed attuale per parole come “conservazione” e “progresso”, “identità” e “tolleranza”. Ciò l’ha portato spesso su posizioni lontane dai luoghi comuni, anche da quelli delle sinistre[3]. Il distacco dalla Chiesa non ha posto termine alla sua voglia di dialogo con i cattolici e all’interesse per il sacro.

Il 14 aprile 1987, insieme ad altri ecologisti (come Giannozzo Pucci, Michele Boato ed Aldo Sacchetti) presenta una dichiarazione di approvazione del documento o "Istruzione" della Congregazione per la dottrina della fede "relativa ai problemi morali connessi alla fecondazione artificiale e sperimentazione su embrioni"[4], documento, poi noto come documento Ratzinger.[5] Tale dichiarazione fu fortemente contestata da alcune giornaliste del Manifesto, tra le quali Rossana Rossanda. Successivamente, il 7 maggio dello stesso anno, Langer precisò sempre sul Manifesto che quella dichiarazione non era un appoggio incondizionato ai contenuti dell'istruzione, ma un apprezzamento riguardo i temi della manipolazione genetica e della vivisezione senza volere in alcun modo entrare nel tema della cosiddetta fecondazione artificiale.[6]

Fu consigliere provinciale a Bolzano. Venne eletto al parlamento europeo per la prima volta nel 1989 divenendo il primo presidente del gruppo parlamentare dei Verdi. Venne rieletto nel 1994.

Langer ha dedicato negli ultimi anni della sua vita un particolare impegno alle ragioni della pace nei territori dell'ex-Jugoslavia segnati da violente guerre civili, in particolare nella Bosnia-Erzegovina, dove in alcuni suoi scritti indicò la necessità dell'intervento della comunità internazionale tramite una forza dell'ONU per far cessare il conflitto.

Il 3 luglio 1995 si tolse la vita nella campagna toscana, nei pressi di Firenze; ai familiari e agli amici lasciò un breve biglietto che recitava: «Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto». [7]Riposa nel piccolo cimitero di Telves (BZ), accanto ai suoi genitori.

Il Compositore italiano Giovanni Verrando gli ha dedicato un'opera dal titolo "Alex Brucke Langer" andata in scena per la prima volta allo Stadttheater di Bolzano il 26 aprile 2003 con la regia di Yoshi Oida

NoteModifica

  1. Alexander Langer: Minima personalia
  2. Il gioco del noi e del loro, Dal Sudtirolo all'Europa, Intervento presso il Centro di Studi e Documentazione La Porta di Bergamo, 18 giugno 1990, in I quaderni della Porta, n. 65, 1996
  3. Perché tanto scandalo a sinistra? È vero, il verde non passa per la cruna dell'ago rosso.
  4. Istr. Donum vitae - II, B, 4-5: AAS 80 (1987)
  5. Amarcord: la dichiarazione sulla “Istruzione Ratzinger
  6. Cara Rossanda, e se Ratzinger avesse qualche ragione?
  7. Luigi Manconi: Alex Langer il giusto

Opere di Alexander LangerModifica

  • Vie di pace. Rapporto dall'Europa, Arcobaleno,Trento, 1992
  • La scelta della convivenza, Edizioni e/o, Roma 1995
  • Il viaggiatore leggero. Scritti 1961-1995, Sellerio, Palermo 1996
  • Scritti sul Sudtirolo, Alpha&Beta, Bolzano 1996
  • Die Mehrheit der Minderheiten, Wagenbach, Berlin 1996
  • Più lenti, più dolci, più profondi, suppl. a "Notizie Verdi", Roma 1998.
  • Il viaggiatore leggero, ed. Sellerio 2003 (4a ed.), a cura di Edi Rabini
  • The Importance of Mediators, Bridge Builders, Wall Vaulters and Frontier Crossers ed. Una Città, 2005, a cura della Fondazione Alexander Langer
  • Lettere dall'Italia, ed. Diario 2005, traduzione di Clemente Manenti
  • Fare la Pace – Scritti su Azione Nonviolenta 1984-1995, coedizione Cierre – Movimento Nonviolento, Verona 2005, a cura di Massimo Valpiana
  • Una vita più semplice. Biografia e parole di Alexander Langer altreconomia, 2005, con una biografia curata da Giulia Allegrini, l'introduzione di Giuseppina Ciuffreda, una postfazione di Gianni Tamino e un'intervista di Adriano Sofri

E le videoproduzioni:

  • “Alexander Langer: 1947-1995‘… macht weiter was gut war’.”, regia di Christoph Franceschini e Helmut Lechthaler, RAI Sender Bozen, 1997
  • “Alexander Langer. Impronte di un viaggiatore“ , regia di Francesca Nesler, 2000
  • “Uno di noi”, regia di Dietmar Höss, Blue Star Film, 2007 anteprima a Bolzano il 20.4.2007

Opere su Alexander LangerModifica

  • Roberto Dall'Olio, Entro il limite. La resistenza mite di Alex Langer, La Meridiana, Molfetta 2000.
  • Azione nonviolenta, fascicolo monografico su Alexander Langer, luglio-agosto 1996
  • Alexander Langer - Vita, Opere, Pensieri, CDROM edito dal Movimento Nonviolento, luglio 1999
  • Marco Boato (a cura di), Le parole del commiato. Alexander Langer, dieci anni dopo. Poesie, articoli, testimonianze, edizioni Verdi del Trentino, 2005.
  • Fabio Levi, In viaggio con Alex, Feltrinelli, 2007
  • Was gut war. Ein Alexander-Langer-Abc von Florian Kronbichler, Raetia 2005
  • "Il mite combattente" di Enzo Camanni in Mal di montagna, edl Cda&Vivalda
  • "Traghettatore di speranze" Atti di euromediterranea 2005,in Testimonanze autunno 2005
  • "Alex Brucke Langer" opera lirica di Giovanni Verrando su libretto di Vito Calabretta

Collegamenti esterni Modifica

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